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Il Sole24Ore ha pubblicato il report “PMI, la ripresa post COVID in 8 focus”, realizzato in collaborazione con Infodata.

Come intuibile dal titolo, l’analisi esamina l’impatto del COVID sulle Piccole e Medie Imprese italiane, individuando i fattori chiave che guideranno la ripresa nei prossimi mesi.

Tra i settori presi in esame c’è quello di Salute & Benessere, che abbraccia sia il farmaceutico che il wellness: in questa categoria rientrano così 54mila imprese con 479mila addetti, che contribuiscono per l’1,2% al PIL e generano un fatturato di 50 miliardi di euro, che ha vissuto una crescita ininterrotta dal 2013.

Concentrandoci sul farmaceutico, le farmacie in Italia sono quasi 20mila e negli ultimi tre anni sono cresciute del 5,9%, a cui si sommano le circa 6.600 parafarmacie, che hanno anche loro vissuto un’importante crescita dal 2017 al 2020 pari al 9,5%.

Questo elevato numero di attività è connesso al quadro della salute degli italiani.

L’Italia è uno dei Paesi al mondo più vecchi e longevi: l’aspettativa di vita degli over65 è di 22,3 anni, ma solo il 26% di loro si dichiara in buona salute.

In generale, il 40% degli italiani sono affetti da una qualche malattia cronica e ciò contribuisce a generare una spesa media per la salute di 1.486 euro all’anno per nucleo famigliare.

Analizzando l’impatto avuto dal COVID sul comparto Salute & Benessere, sicuramente le imprese che hanno patito maggiormente sono quelle del Wellness: attività come centri estetici, palestre e Spa hanno accusato i prolungati periodi di chiusura imposti dalla pandemia.

L’altro lato della medaglia è rappresentato dal settore farmaceutico: farmacie e parafarmacie hanno garantito la continuità di servizio anche nei mesi di lockdown così da fornire ai cittadini non solo farmaci, ma anche prodotti per il benessere, offrendo a una parte delle imprese del Wellness un canale di distribuzione nonostante le pesanti restrizioni.

Proprio in concomitanza del lockdown si può osservare un’impennata di vendita, trainata da mascherine protettive e soluzioni idroalcoliche: a fine gennaio, il fatturato è passato da 42mila euro a 180mila euro nell’arco di una settimana, per poi raggiungere un picco di 385mila euro, 12 volte maggiore della media del periodo.

La domanda di questi prodotti continuerà a essere forte anche nel 2021, registrando un calo di solamente l’8% rispetto al 2020.

Pur considerando il boom di dispositivi di protezione individuale e la continuità dell’attività, la farmacia ha registrato una perdita, seppur contenuta, rispetto all’anno precedente. D’altra parte, gli analisti ritengono che già quest’anno si riuscirà a ritornare ai volumi del 2019.

Per concretizzare questa previsione, tuttavia, il fattore chiave sarà il digitale: durante il lockdown sono state adottate diverse soluzioni per mantenere anche a distanza il rapporto tra farmacista e cliente, rivoluzionando completamente questa relazione.

Fornitura diretta di servizi, consulenza a distanza e supporto a domicilio hanno alzato l’asticella delle aspettative e quindi sarà imprescindibile adottare soluzioni digitale per affrontare la ripresa e perfino crescere.

Per supportare la crescita del farmacista nel 2021, Farmakom mette a disposizione un’ampia offerta di servizi digitali per la farmacia e la parafarmacia, dall’eCommerce al digital marketing, dall’app all’Intelligenza Artificiale per gestire i canali di contatto.

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