Il titolo potrebbe lasciarti un attimo stranito, però ti presenta attentamente la mia SEO.

Partiamo dal principio.
Fin dall’inizio della mia carriera ho sempre studiato la SEO come un insieme di strategie e tecniche rivolte ad ottimizzare un sito web per il motore di ricerca, Google in primis.
Strumenti su strumenti, tecniche, strategie, ecc… Tutto quello che riuscivo a sapere per “comunicare” al meglio con il motore di ricerca diventava mio.
Ho sempre raggiunto ottimi risultati sia con i progetti dei clienti che personali, però negli anni, scegliere di dare una svolta è stato un fattore decisivo per potenziare con una marcia in più la mia SEO.

Schermo PC aperto su Google, e caramelle sul tavolo

La SEO, per chi ne fosse all’oscuro, prevede tantissime fasi di studio e analisi prima di arrivare alla pratica vera e propria.
La prima cosa da fare è capire il business.

Comprendere il business ci permette di capire perfettamente quali sono le parole che compongo quel settore e quale sfera semantica è la più pertinente da sfruttare.

Mi spiego meglio, se fossi un rivenditore di calzature andrei a cercare termini come “pelle” invece che “plastica“, mentre a seconda del mio posizionamento sul mercato sceglierò “eleganti” piuttosto che “economiche“.
E così via.

Foto di scarpe in pelle marroni sulla strada

Una volta compreso il business serve capire in che stato è il sito web.
È indicizzato? Sta monitorando le visite? La struttura delle URL è user-friendly?
…e via a seguire con oltre 200 punti di controllo che regolarmente valuto nelle mie analisi.

Questa si chiama SEO Audit. Ovvero capire come è messo il sito web a livello di ottimizzazione seo.
Piccola precisazione: l’ottimizzazione seo è una parte della seo, quella più tecnica per così dire.
In questa fase non si analizzano tanto le performance legate alle parole chiave, quanto le performance tecniche del sito web.

Una volta fatta questa prima analisi tecnica, passo alla ricerca delle parole chiave più performanti da poter utilizzare nella nuova strategia di posizionamento.

Apro il mio fidatissimo SeoZoom, analizzo e creo il mio report. Risultato? Una lista di 10 parole chiave performanti per il business/sito web.
Mixo questi risultati con un’altra analisi (sempre fatta con SeoZoom) della competizione (i 5 top competitor organici) e creo il report finale.

Ho ottenuto così il mio documento strategico per muovere i prossimi passi.

Schermo pc con grafici

Finito? Assolutamente no.
Ho imparato in questi anni come la SEO non possa essere solo e banalmente un lavoro di parole chiave.

Riprendendo il significato di SEO: Search Engine Optimization.
Rivediamo il concetto “a modo mio“: Search Experience Optimization.

La differenza è concreta, e mi ha permesso di ottenere ottimi risultati negli ultimi anni.
Ho spostato l’attenzione dal motore di ricerca all’utente e alla sua esperienza all’interno del sito.

Punto di domanda luminoso

Recuperiamo un altro concetto.

Il motore di ricerca cos’é?
Un “motore” dove fare “ricerche” o “domande”.

Cosa succede quindi?

Il motore cerca di restituire ai propri utenti le migliore risposte possibili.
Però, se si stanno cercando risposte, succede che la ricerca non avviene più in modo robotico attraverso semplici parole chiave, ma tramite vere e proprie domande.

Immedesimiamoci.

Se dovessimo fare una ricerca, ponendo una domanda, quale sarebbe il miglior risultato?
Un contenuto che risponde alla nostra problematica restituendo una soluzione. Una risorsa di valore.

Scritta luminosa internet

Ricolleghiamoci ora al concetto di SEO.

La definizione (nata, e da me condivisa, dal bravissimo Francesco Margherita) di SEO come Esperienza nasce da una frase: Guardare attraverso la SERP.

La SERP è la pagina dei risultati… E chi sta dietro ai risultati?
La domanda. E chi ha fatto la domanda? Un utente.

Ecco che per fare una buona SEO si deve pensare all’esperienza di ricerca di un utente, non solo al motore di ricerca.
Sottolineo per evitare incomprensioni: il motore di ricerca non va dimenticato, assolutamente no.
Senza di lui a fare da tramite fra i siti e l’utenza che ricerca…non si farebbe nulla di SEO.

È importante, però, capire che per fare SEO si deve pensare all’utente, a fornirgli risposte e risorse molto valide ed esaustive all’interno di un sito web performante, navigabile e bello da vedere.

Digital marketing scritto con le tessere da scarabeo

Questa è la mia SEO: un insieme di sistemi, strategie, analisi sociologiche e di marketing, che unite a strumenti professionali, come SeoZoom, restituiscono un quadro d’azione completo per il nostro sito web e per la sua visibilità sui motori di ricerca (pertanto a un ritorno sull’investimento per il cliente che richiede il servizio di consulenza seo).

Se siete dei colleghi e avete un vostro modo di vedere la seo, fatemelo sapere!
Se siete degli imprenditori, addetti al Marketing o semplicemente neofiti curiosi della SEO, beh… Commentate con una vostra opinione e vediamo… Magari nasce una nuova definizione di SEO!

Grazie della lettura,

il vostro SEO Specialist – Daniele